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COLLEZIONE  BONGIANI ART MUSEUM

 Pavilion Lautania Valley / Fuori Biennale Open 2026

 “POIESIS / Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025).                                            

Dal 15 maggio al 26 luglio 2026

 

Presentazione a cura di Sandro Bongiani                                                                                                                                             

Salerno, 17 aprile 2026

Viviamo tempi inquieti carichi di sofferenza e di tormento in cui le incomprensioni e i dubbi si addensano cupi all’orizzonte. Una monotonia culturale odierna ridotta all’afasia aleggia nell’aria in cui l’arte del déjà vu naviga a vista tra l’impotenza e la spettacolarità decadente del presente alla ricerca della suggestione scenografica, dello stupore e del divertimento collettivo. Tale catastrofe inizia circa trent’anni fa in cui diverse generazioni di artisti di valore nati tra gli anni 20 e gli anni 70 si ritrovano di colpo messi in quarantena permanente a condividere il silenzio e l’abbandono, sostituiti da giovani rampolli di scuderia alla ricerca del facile successo e della possibile ricchezza finanziaria. Un procedere quello di oggi decisamente diverso rispetto al passato, sterilizzando da parte delle istituzioni l’azione del critico d’arte sostituito ingenerosamente da curatori “tutto fare” allo scopo di avvalorare e rendere credibile qualsiasi opera d’arte e persino dare un senso e un valore a una cosa che non ha alcun valore, come per esempio, la banana con nastro adesivo esposta a parete e venduta a caro prezzo. Una follia maldestra e incosciente e soprattutto una disfatta culturale a tutto campo che ci ha condotti a condividere le miserie creative prodotte oggi.   

Per diverso tempo, gli artisti hanno trovato una certa autonomia e libertà creativa, che nella diversità delle indagini e delle proposte, ha permesso di produrre con creatività e aprire finestre sull’abisso del mondo. Purtroppo, dopo gli anni ottanta qualcosa di strano stava già succedendo da parte del sistema nella gestione dell’arte globale, preferendo nelle scelte degli artisti una logica e un criterio “accondiscendente”  creando in questo modo una forte standardizzazione e omologazione nelle proposte degli artisti opportunamente presentati da curatori chiaramente associati al potere gestionale, in una sorta di  passerella domenicale di personaggi segnalati da amici e collezionisti potenti, che hanno preferito di anno in anno, segnalare sempre gli stessi i pupilli protetti provenienti da scuderie altamente facoltose in senso finanziario, come per esempio, le scelte messe in atto in diverse precedenti Biennali di Venezia con i soliti fenomeni come Massimo Bartolini, Giorgio Andreotta Calò, Chiara Enzo, Yuri Ancarani, Maurizio Cattelan, e quest’anno anche con la rovinosa giardiniera  di turno delle Alpi Apuane Chiara Camoni. In tal senso, che poter pensare della festaiola e circense da luna park come Marinella Senatore, tutta lustrini e neon, votata al coinvolgimento collettivo in sagre paesane di dubbio valore che orgogliosamente rivendica “la potenza del corpo collettivo, della luce come gesto pubblico e della celebrazione come pratica capace di costruire, ancora, comunità”. In siffatta condizione precaria di nichilismo il condizionamento risulta una pratica altamente utile e assai consueta che si esercita da parte di chi nel baratto   ritrova benefici richiesti e concessi. Un dare e avere richiesto dal basso o viceversa dall’alto   decisamente radicato nell’animo umano. Una relazione decisamente tossica e deviata votata al Dio denaro che lega amici, gruppi di vario genere, associazioni, mercanti, curatori e soprattutto gallerie star system che al bisogno intercedono nel compromesso arrogante del sistema corrotto dell’arte globale a costringere al silenzio chi non ha voce e non si allinea alle regole deviate da loro stabilite. Tutto ciò ha consolidato nel tempo una paralisi di idee da parte di giovani e meno giovani promesse tenuti in scacco e mantenuti economicamente in ostaggio, costretti in cambio di un possibile momento di successo a essere protagonisti innocui e merce di scambio di eventi e appuntamenti diffusi come per esempio le solite e noiose fiere dell’arte. Un sistema dell’arte di clan chiusi e prepotenti che ha fatto fuori la critica d’arte a beneficio di sprovveduti curatori compiacenti che nel corso del tempo hanno raccolto poca qualità e innovazione creativa, e soprattutto, cadaveri da riesumare e illusioni diventate relitti e macerie.

Nel nuovo saggio del filosofo francese Latouche analizza la commercializzazione dello spazio urbano e dell’arte contemporanea smantellando il concetto di città-supermercato e l’arte usa-e-getta che entrambe affondano nella stessa identica matrice, l’omnimercificazione, che trasforma il mondo in un supermercato infinito dove spariscono i confini, la storia e persino il senso del limite. Una sorta di spazio anonimo, del non-luogo in cui l’essere umano alla ricerca della competizione e del profitto si ritrova con una creatività addomesticata alle logiche del mero mercato. Strumentalizzare l’arte – avverte l’autore - equivale a distruggerla. Insomma, una “colonizzazione dell’immaginario” condizionato dall’economia alla ricerca sfrenata del profitto, del culto della tecnoscienza e del facile consenso, che ovviamente influenza negativamente l’attuale modo di fare arte, proponendo di fatto poveri simulacri sterilizzati senza futuro e senza storia. Se tutto può diventare arte e merce di scambio, anche la creatività più viva può essere reclusa e abbandonata in un vecchio solaio dei ricordi. Festival, fiere d’arte, Biennali rassegne collettive e personali organizzate nelle fondazioni e nei musei si rincorrono ormai con un ritmo frenetico, sostenuti da banche, sponsor, finanziatori occulti, riviste d’arte, premi e aste da record. Un intenso e quando mai travagliato procedere di assegnazioni di residenze per giovani artisti under 30, concorsi pilotati, conferenze e stage all’estero hanno avuto il solo scopo di ovattare e far credere che tutto ciò potesse ricreare un’azione libera a favore della cultura, in realtà si lavorava sottobanco per i propri personali interessi commerciali. Inoltre, con la richiesta ossessiva e velleitaria di nuove leve di giovani autori hanno persino tentato di convincerci che potessero risvegliarci dal torpore e dall’inerzia, illudendoci che essere giovani fosse sinonimo di nuova e possibile creatività, ben sapendo che l’originalità non può essere per forza data da una semplice questione anagrafica e divenire volutamente una qualità creativa. In passato le migliori opere prodotte dagli artisti sono state create in età anche avanzata. Una “colonizzazione generalizzata della creatività che da lungo tempo ci attanaglia, condizionata dall’economia    che si riflette negativamente nei modi di fare arte oggi. L’arte a parere nostro non può essere asservita agli imperativi del mercato. Nella riflessione critica che prima o poi occorrerà seriamente fare è convincersi che vi è bisogno di produrre un’arte per certi versi “resistente” visionaria, che possa nella marginalità metterci in contatto con l’alterità e con l’inesauribile, in un rapporto profondo “che ci lega all’abisso” al di là delle logiche di consumo e di spettacolarizzazione e non egoisticamente condividere la sterilizzazione totale della coscienza e di conseguenza della creatività.

L’arte senza una riflessione critica e una libertà di pensiero “divergente” è destinata a soccombere, inoltre, bisognerà urgentemente puntare sulla formazione degli artisti piuttosto che sulla spettacolarità delle proposte spesso accademiche e rivisitate che pescano nel torbido alla ricerca di qualche possibile certezza quasi sempre negata. Ormai più nessuno fa ricerca sul campo, preferendo aggiornarsi osservando le consuete riviste di arte dai contenuti uniformati, spesso anche complici dello stesso sistema corrotto in un dare e avere ricambiato. Di certo bisognerà intercettare Il silenzio e nel silenzio più assorto anche l’abisso e anche la rigenerazione in cui affiori la qualità vera della visione. È sorprendente come l’arte oggi si mostri ignuda nella sua precaria e indifesa veste effimera e didascalica, sempre più ripetitiva e dipendente dal bailamme della parola e dalle scelte confuse imposte dal sistema.

Per sopravvivere in senso creativo a questa catastrofe collettiva l’artista dovrà per forza riappropriarsi di un proprio tempo soggettivo e visionario per poter aprire varchi e luoghi immaginari, adottare una “resistenza sensibile” per poter ancora sognare e svelare nuovi mondi piuttosto che condividere il balbettio di trappole, tralicci e messinscene spettacolari per divertire il pubblico, che purtroppo, non aggiungono niente di nuovo di ciò che siamo e sappiamo. Anche per tale motivo, noi della Collezione Bongiani Art Museum abbiamo preferito in occasione di questa 61. Biennale di Venezia 2026 prospettare una rassegna in cui proporre una sorta di controproposta “Fuori dalla Biennale” degli esclusi e degli artisti marginalizzati e dimenticati dal sistema ufficiale dell’arte, in un percorso espositivo che comprende 42 anni di ricerche e di esperienze creative presenti nella raccolta in divenire della Collezione Bongiani Art Museum di Salerno. Ecco una sorta di convinta rilettura del presente del tutto virtuale ed anche ecologica, con un’area immaginaria di 3 sale presso il Pavilion Lautania Valley in cui sono stati scelti 72 artisti di varie nazioni in un lucido e suggestivo percorso per una condivisione globale via web a 360° in tutto il mondo a ridottissimo impatto di contenuto di emissioni di CO2.

 

Mostre Svolte

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ANTOLOGICA DI CARLA BERTOLA

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“Interferenze e intrecci tra parole e immagini”

dal 02 ottobre al 30 dicembre 2025
 Raffaele Boemio / Mostra Antologica 1971-2024

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Arie sottili di natura sospesa

dal 20 ottobre al 24 novembre 2024
PAVILION LAUTANIA VALLEY REID WOOD 1970-2024

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“Tempo sospeso / Segni e tracce di un immaginario in/visibile”

dal 11 agosto al 14 settembre 2024
PAVILION LAUTANIA VALLEY RYOSUKE COHEN

PAVILION LAUTANIA VALLEY RYOSUKE COHEN

Attesa tra relazione e partecipazione condivisa

dal 03 luglio al 10 agosto 2024
PAVILION LAUTANIA VALLEY  G. A. CAVELLINI

PAVILION LAUTANIA VALLEY G. A. CAVELLINI

“Casse, carboni e francobolli a domicilio”

dal 24 maggio al 02 luglio 2024
PAVILION LAUTANIA VALLEY  RAY JOHNSON

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Retrospettiva RAY JOHNSON

dal 16 aprile al 23 maggio 2024
MAD  Mail Art Day October 16

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Mostra Collettiva Internazionale

dal 16 ottobre al 16 dicembre 2023
MEMORIAL SHOZO SHIMAMOTO

MEMORIAL SHOZO SHIMAMOTO

DECENNIAL 2013 - 2023

dal 25 febbraio al 30 aprile 2023
COCO  GORDON  1961 - 2022

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Arte, natura e sensibilità ecologica

dal 08 ottobre al 30 novembre 2022
RAY  JOHNSON / PROJECT TWO

RAY JOHNSON / PROJECT TWO

RELAZIONI MARGINALI SOSTENIBILI TWO

dal 23 luglio al 18 settembre 2022
RAY JOHNSON / PROJECT

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Project, Relazioni marginali sostenibili

dal 11 maggio al 30 giugno 2022
Marginal Artistamps History

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The alternative artist philately

dal 28 febbraio al 24 aprile 2022
PAOLO GUBINELLI

PAOLO GUBINELLI

Mostra Antologica di Paolo Gubinelli “Segni, graffi e colore” Opere dal 1977- 2021

dal 11 dicembre al 13 febbraio 2022
PAOLO SCIRPA

PAOLO SCIRPA

“Alla ricerca dell'infinito tra ideazioni plastiche, progetti urbanistici e installazioni” 1973-2017

dal 09 ottobre al 28 novembre 2021
RETROSPETTIVA  DI  GIULIA  NAPOLEONE

RETROSPETTIVA DI GIULIA NAPOLEONE

“Viaggi e costellazioni alla ricerca dell’infinito” - Opere 1956-2020

dal 20 marzo al 30 giugno 2021
RETROSPETTIVA DI MAURO  MOLINARI

RETROSPETTIVA DI MAURO MOLINARI

TEXTURES - Racconti e trame per un immaginario gentile”

dal 05 dicembre al 14 marzo 2021
RUGGERO  MAGGI

RUGGERO MAGGI

Fragilità e distacco

dal 29 agosto al 28 novembre 2020
Coco Gordon “Timeless, Senzatempo”

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La natura tra performance e Exploding Books

dal 15 giugno al 28 agosto 2020
#GlobalViralEmergency / Fate Presto

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L’arte tra scienza, natura e tecnologia

dal 30 marzo al 13 giugno 2020
ERNESTO  TERLIZZI

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70 Years Ernesto Terlizzi

dal 22 novembre al 25 marzo 2020
CARL T. CHEW - RCBz - REID  WOOD

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IDENTITY OF ARTIST / Marginal Active Resistances Two

dal 25 agosto al 21 novembre 2019
SHIMAMOTO - CAVELLINI - COHEN

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IDENTITY OF ARTIST / Marginal Active Resistances

dal 13 maggio al 24 agosto 2019
 “SELFIE / Searching for Identity”

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MOSTRA COLLETTIVA INTERNAZIONALE

dal 28 dicembre al 28 aprile 2019
SETTANTA  RYOSUKE  COHEN

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MARGINALI ATTIVI

dal 31 luglio al 01 dicembre 2018
MARCELLO  DIOTALLEVI

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IN FORMA DI VIAGGIO

dal 18 aprile al 01 luglio 2018
GUGLIELMO  ACHILLE  CAVELLINI

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Cavellini Artistamp / Mostra a domicilio

dal 22 dicembre al 31 marzo 2018
MARCEL  DUCHAMP 1887 - 2017

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1887 – Area di Confine Porta Duchamp

dal 28 agosto al 26 novembre 2017
KURT  SCHWITTERS  1887 - 2017

KURT SCHWITTERS 1887 - 2017

1887- Kurt Merz/Ecology

dal 06 maggio al 13 agosto 2017
JOHN  M.  BENNETT

JOHN M. BENNETT

“EXPERIMENTAL VISUAL POETRY”

dal 12 gennaio al 02 aprile 2017
ALESSANDRA ANGELINI

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L'UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE

dal 20 ottobre al 08 gennaio 2017
CRUCIFIXION - Shozo Shimamoto

CRUCIFIXION - Shozo Shimamoto

ArtVerona I Art Project Fair 2016 - i7 Spazi Indipendenti Italiani

dal 14 ottobre al 17 ottobre 2016
JOSEPH   BEUYS

JOSEPH BEUYS

WHAT WOULD YOU PUT IN THE HAT OF JOSEPH BEUY

dal 29 aprile al 27 agosto 2016
 BEN  VAUTIER

BEN VAUTIER

OTTANTA BEN VAUTIER
dal 21 dicembre al 27 marzo 2016

Retrospettiva / RYOSUKE  COHEN

Retrospettiva / RYOSUKE COHEN

FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001 - 2015

dal 13 settembre al 28 novembre 2015
Shozo  Shimamoto 1928 - 2013

Shozo Shimamoto 1928 - 2013

Virtual Fluxus Two / Mostra Collettiva Internazionale

dal 16 luglio al 29 agosto 2015

Nessuna mostra in programma

Al momento non è presente nessuna mostra in programmazione.

Bongiani Arte Contemporanea

Pavilion Lautania Valley

“Fuori Biennale Open 2026”,

POIESIS / Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025)”.                                                             

42 anni di ricerche artistiche contemporanee (1983-2025) a cura di Sandro Bongiani

3 Room presso il Pavilion Lautania Valley con 72 artisti e 74 opere presenti

nell’Archivio della Collezione del Bongiani Art Museum  di Salerno (Italy).

Vernissage: venerdì 15 maggio ore 18:00                                                                                                          

Da venerdì 15 maggio a domenica 26 luglio 2026                                                                                                             

Orari:  tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00                                                                            

https://www.collezionebongianiartmuseum.it/

E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com                                                                                      

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 3937380225                                                                                     

Credits: Collezione Bongiani Art Museum